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28 October, 2013

Ideologia del Gender
di - Chiara Atzori


La domanda che la presentazione cerca di mettere a tema in modo certamente non esaustivo, quanto piuttosto sollecitando una più approfondita riflessione sui variegati e molteplici aspetti che la compongono, è la seguente: quando parliamo di famiglia, e di persona umana, nata da un uomo e da una donna, ci riferiamo effettivamente a una realtà ontologicamente sessuata, descrivibile, oggettivabile (uomo e donna), o a una identità astratta, a un “soggetto” definito essenzialmente dal suo orientamento sessuale (GBLTQIA) e, in virtù di questo, portatore di diritti?
Cosa è la famiglia “naturale”?
La domanda non è oziosa nè accademica, al contrario risulta fondante per l’ impostazione di un qualunque discorso sull’essere umano e sulla famiglia, cellula in cui germoglia e fiorisce l’umano . Non affrontare esplicitamente in ambito pubblico questo nodo, viste le posizioni variegate e non conciliabili che oggi vengono proposte, rischia di condurre a una forma di grave incomunicabilità di fondo tra varie discipline e scienze “umane” e a una deriva culturale dittatoriale, esercitata in ambito sociale dalla comunicazione mass mediatica o da agenzie professionali politicamente guidate, in una sostanziale inconsapevolezza generale.
Un vasto e crescente corpus di prove genetiche, endocrinologiche, neurofisiologiche, psico-comportamentali, etologiche, sociologiche mostrano che scientificamente parlando la classificazione sessuale è ben più che semplice costrutto sociale e che le richieste decostruzioniste e “fluide” del gender (essere ciò che si “sente” di essere, a prescindere dal biologico) rappresentano un nodo da affrontare in medicina e psicologia.
L’essere umano nel suo dimorfismo uomo/donna e nella uni dualità rimanda a un mistero che la medicina, la psicologia, la filosofia non possono pretendere di esaurire univocamente ma possono arrivare a descrivere in modo ragionevolmente condiviso se non si disancorano dal reale.
La queer/gender theory introduce un serio criterio di incomunicabilità tra i vari settori delle scienze umane su cui è necessario riflettere a fondo, per la sua rilevanza nel creare presupposti di frantumazione a livello identitario individuale, di coppia, familiare, generazionale e sociale.
E’ necessario stimolare un dibattito antropologico e scientifico pubblico ampio sulla differenza uomo donna, non letta come disuguaglianza da abbattere ma come chiamata alla relazione, una chiamata da riscoprire per una più armoniosa vita personale e comunitaria.



14 October, 2013

In 150.000 a Roma per dire che la Famiglia è la cosa più bella del mondo
di -


Presentati oggi il pellegrinaggio delle famiglie per l'Anno della Fede del 26 e 27 ottobre e il libro che raccoglie gli interventi del cardinale Bergoglio sui temi di famiglia e vita
Di Salvatore Cernuzio
CITTA' DEL VATICANO, 10 Ottobre 2013 (Zenit.org) - La Famiglia al centro della pastorale della Chiesa. Dopo l’annuncio di Papa Francesco di una terza assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi, indetta per il 2014 e dedicata al tema della “Famiglia nel contesto della nuova Evangelizzazione”, altri due eventi del Pontificio Consiglio per la Famiglia di questo mese mostreranno la grande attenzione della Chiesa verso quella che il Beato Wojtyla definì la “cellula fondamentale della società”.
Il primo è la XXI Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che si terrà a Roma, dal 23 al 25 ottobre. Poi il tanto atteso Pellegrinaggio delle Famiglie alla tomba di San Pietro nell’Anno della fede, sabato 26 e domenica 27. Slogan dell’evento è "Famiglia, vivi la gioia della fede!". La gioia, infatti, è il punto cruciale dell’iniziativa del Dicastero, anzi “la gioiosa testimonianza della Famiglia cristiana”, come ha affermato oggi il presidente mons. Vincenzo Paglia, durante la conferenza di presentazione nella Sala Stampa vaticana.
Il pellegrinaggio – ha affermato il presule – sarà un “piccolo incontro mondiale delle famiglie a Roma” per questo Annus Fidei che si avvia alla conclusione. “Noi – ha aggiunto - vogliamo che questo evento sia una vera Festa che deve esplodere in piazza San Pietro per dire che le famiglie sono una risorsa della nostra società”.
Un concetto che, oggi come oggi, non bisogna solo dirlo, ma gridarlo a gran voce, dal momento che - ha osservato Paglia - “stiamo vivendo un momento paradossale, dove per un verso la famiglia e all'apice dei desideri di tutti. Dall’altro constatiamo la debolezza la fragilità che essa incontra”. E’ indicativo che il Papa, tra i suoi primi atti magisteriali, abbia convocato tutti i vescovi del mondo per farli parlare di famiglia. Il prossimo Sinodo – ha affermato il vescovo - è “un grande atto di amore di Papa Francesco per le famiglie cristiane che hanno bisogno di aiuto”, oltre che una “indicazione perché anche le altre istituzioni pongano le famiglie nel cuore delle loro preoccupazioni”.
Intanto ci penseranno le circa 150.000 famiglie attese al pellegrinaggio a dare un “respiro di serenità per il futuro”. Incontrando ufficialmente per la prima volta il Successore di Pietro, testimonieranno che “la famiglia è la cosa più bella del mondo” e potranno rinnovare la loro professione di fede nel luogo in cui confessò la fede l’Apostolo. L’evento è ad entrata libera. Dalle 14 le porte del Colonnato del Bernini si apriranno quindi per accogliere madri, padri, figli, fidanzati, novelli sposi, ma anche nonni e bambini, provenienti dalle 75 nazioni dei cinque continenti che hanno assicurato la loro partecipazione.
In particolare, è la nutrita presenza di anziani e bambini la “novità” dell’iniziativa. Una scelta mirata, ha spiegato mons. Paglia, nata dalla volontà di riunire intorno al Santo Padre tutte le generazioni e sottolinearne il valore, contro quella “cultura dello scarto” che - come più volte ha ricordato il Papa – “continua a ferire, a tenere ai margini forze che dovrebbero collaborare al bene comune e alla costruzione di una società giusta, equa e solidale”. A tal proposito, il Capo Dicastero ha annunciato che a metà novembre ci sarà un convegno dedicato al tema dello "scardinamento del rapporto tra le generazioni".
Sabato 26 ottobre, fino alle ore 16.00 è prevista l’accoglienza dei pellegrini, ha poi spiegato mons. Carlos Simòn Vàsquez, del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Alle 16.30, Papa Francesco giungerà nella piazza per il consueto giro sulla papamobile in mezzo alla folla festante, al termine del quale salirà verso il sagrato accompagnato da un gruppo di bambini. Seguiranno poi un momento musicale-artistico, il saluto di mons. Paglia e alcune testimonianze.
Tra queste, le testimonianze di una coppia di fidanzati e di giovani sposi, l’esperienza di una famiglia in missione, di una famiglia siriana e una israeliana. Si segnala anche la testimonianza di una famiglia di immigrati di Lampedusa che affronteranno il tema dell’accoglienza. Infine, a concludere la giornata, il momento di preghiera e professione di fede insieme al Papa. Alcune famiglie si sposteranno poi al Sepolcro di San Pietro.
L’evento sarà trasmesso in diretta dalla RAI che gli dedicherà tre ore del suo palinsesto. I racconti dei partecipanti saranno raccolti sul sito del Dicastero e sui social network. Per l’occasione, ha riferito mons. Vàsquez, è stato “coniato” un hastag apposito: #popemeetsfamiles. Per citare altri numeri, sono 5 le lingue del pellegrinaggio (italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese); 19 le canzoni composte per l’occasione dai giovani del concorso “Talenti di Famiglia”; 4.267 i disegni giunti finora al Pontificio Consiglio, realizzati dai bambini di tutta Italia per l’iniziativa “Presenta la tua famiglia a Papa Francesco”. Di questi – ha detto Vàsquez - solo alcuni verranno selezionati per essere presentati al Santo Padre.
Mentre dalle altre parti d’Italia e d’Europa si preparano pullman e treni, le diocesi di Roma si stanno mobilitando per accogliere i pellegrini nelle case dei fedeli o nelle parrocchie. Dal punto di vista logistico – ha spiegato Paglia – si può dire che l’evento sia “autogestito”. A chi domandava se, nell’organizzazione del pellegrinaggio, fosse stata considerata la possibilità di maltempo, il presule ha risposto: “Il tempo non ci spaventa, le famiglie sono più forti del tempo: di quello atmosferico e anche di quello diacronico”.
Infine, durante la conferenza, padre Gianfranco Grieco, direttore della rivista Familia et Vita, ha presentato il volume che raccoglie 35 testi del cardinale Jorge Mario Bergoglio sui temi della Famiglia e della Vita, dal 1999 al 2013. Il libro è edito dalle edizioni del Pontificio Consiglio per la Famiglia, in italiano e spagnolo, ma si prevedono presto nuove edizioni nelle altre lingue.
Negli interventi raccolti dal volume si affrontano alcune tematiche di grande attualità come: infianzia, anzianità, famiglia, solidarietà sociale, eutanasia, aborto, matrimonio, divorzio e matrimonio omosessuale e molti altri ancora. Tutti analizzati secondo lo sguardo "amabile, paterno, francescano" di Bergoglio, e riportati con "frasi brevi e a volte graffianti; citazioni opportune ed indovinate; linguaggio semplice e convincente", come ha affermato padre Grieco. Il testo sarà disponibile in occasione della Plenaria, dopo che verrà consegnata una prima copia al Pontefice.




Mons. Paglia: "Non bisogna bombardare chi è 'malato', ma curarlo realmente"
Il presidente del Dicastero per la Famiglia spiega perché il Pontefice ha indetto un Sinodo sulla famiglia ed esorta tutti - istituzioni pubbliche in primis - a seguire il suo esempio e la sua audacia
Di Salvatore Cernuzio
CITTA' DEL VATICANO, 10 Ottobre 2013 (Zenit.org) - A margine della conferenza stampa di presentazione della XXI Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia e del pellegrinaggio delle famiglie per l’Anno della Fede del prossimo 26-27 ottobre, mons. Vincenzo Paglia, presidente del Dicastero, ha rilasciato a ZENIT e ad altri giornalisti alcune dichiarazioni che riportiamo di seguito.
***
Durante la conferenza si citava l’intervista a La Civiltà Cattolica nella quale Papa Francesco esortava a non “insistere” sempre e solo su alcune tematiche “scottanti” legate alla famiglia. Ad esempio: aborto, matrimonio omosessuale, metodi contraccettivi e via dicendo…
Mons. Vincenzo Paglia: Attenzione alle cattive interpretazioni. Il Papa non vuole dire che non si debba parlare della famiglia, anzi lui vuole sottolineare che si deve parlare della famiglia in tutti i suoi aspetti. Perché non c’è dubbio che la famiglia resta - come lui dice, riprendendo il documento di Aparecida e le parole di Benedetto XVI – un “patrimonio dell’umanità”. E aggiunge che è una delle ricchezze più straordinarie del popolo latino-americano. Quindi è esattamente l’amore per la famiglia che lo ha spinto a indire un Sinodo, perché comprende bene che al di là delle teorie, la nostra gente vive questi problemi. Quando parla di bambini ai quali hanno rubato il cuore e il futuro, quando parla dei giovani che non hanno lavoro, degli anziani che vengono scartati... sta parlando della famiglia, non di altro! In questo senso è un richiamo ad abbracciare la realtà, ad immergersi nelle favelas, nella vita di tutti i giorni. E siccome la vita di tutti giorni è ancora, di fatto, innervata sullo schema familiare, il Papa chiede: “Studiamo questo tema! Confrontiamoci con i problemi!”. È inutile che chiudiamo gli occhi. In questo senso, è la prospettiva straordinaria di un uomo che davvero è vissuto e vive ancora sullo stile familiare e non burocratico.
Sul tavolo, in modo particolare, c’è il tema della comunione ai divorziati risposati. Quale cammino si profila riguardo a tale questione?
Mons. Vincenzo Paglia: Il solo fatto di preoccuparsi di questo problema è già una risposta. Quando ad un malato gli si sta vicino, già quello è un modo di assisterlo. Il fatto è che l’amore è anche intelligente, non è sciocco; ecco perché bisogna sottolineare che se c’è una malattia, non si può bombardare, ma si deve curare. La verità non è un randello, bisogna curare la gente realmente. Da questo punto di vista è, per me, un Papa straordinario ed io come presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, non posso che attaccarmi a lui e seguirlo. Certo, a volte ci stacca eh! Il Papa ha un passo molto più veloce del nostro…
Questo può creare confusione?
Mons. Vincenzo Paglia: Siamo noi a dover scattare con lui! Da buoni credenti tutti dobbiamo capire che il Papa è colui che noi dobbiamo seguire. Quindi il problema vero è essere attenti, coglierne in profondità lo spirito e seguirlo con l’audacia che lui sta mostrando.
Nel suo intervento, lei affermava che nei trent’anni dall’ultimo Sinodo dedicato alla famiglia tante cose sono cambiate. Cosa, secondo lei, ha davvero subito una trasformazione?
Mons. Vincenzo Paglia: È cambiato il mondo, non solo quello politico che prima era diviso in due e oggi è polimorfo, ma anche la cultura. Una cultura individualista si sta sempre più affermando. È cambiato il rapporto tra i popoli, tra le generazioni e tra le persone. In questo senso la famiglia è coinvolta in queste molteplici trasformazioni e cambiamenti. C’è bisogno di ripensarla, di ricomprenderla, per poterla aiutare in una maniera più adeguata. È impossibile, ad esempio, concepire la famiglia senza l’amore, senza gli anziani, senza i bambini, diventa puro egoismo! Poi bisogna aiutare i giovani, specialmente quelli che si sposano, a comprendere il senso di questo sacramento; accompagnare i primi passi di queste nuove famiglie. Oggi è impossibile lasciare le famiglie da sole, perché le onde del mare sommergono le singole barche. Bisogna edificare allora una sorta di grande convoglio.
Chi è interpellato principalmente in questo?
Mons. Vincenzo Paglia: La Chiesa prima di tutto. Il Papa l’ha capito e ha indetto subito un Sinodo. Ma io mi auguro che questa audacia e questo coraggio del Santo Padre siano accolti e seguiti dai responsabili delle istituzioni pubbliche, dai governi nazionali e internazionali, da tutta la società, nessuno escluso. Perché tutti siamo toccati dalla famiglia. Il problema è che oggi rischiamo di essere ‘frantumati’ già dall’interno: ognuno ricerca il proprio benessere individuale. Il “noi” non ha più tanto spazio…
Oltre al documento finale, c’è la possibilità che dal prossimo Sinodo sulla famiglia esca fuori una nuova enciclica? Anche per mettere per iscritto le posizioni del Pontefice riguardo a certi temi ed evitare interpretazioni scorrette…
Mons. Vincenzo Paglia: Mi sembra prematuro. Sicuramente, come ogni Sinodo, ci sarà un documento che raccoglierà tutte le prospettive e decisioni e che aiuterà le parrocchie, le chiese e le diocesi ad intraprendere, con maggiore audacia, un rinnovato impegno di pastorale familiare. È vero comunque che oggi il rischio di leggere con gli 'occhiali propri' c’è molto. Questo sottolinea quell’individualismo di cui parlavamo prima, che coglie i giornalisti e non solo...


La famiglia non è una -istituzione tra le tante- ma precede lo Stato e lo fonda
di -


Monsignor Jean Lafitte illustra il programma della XXI Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia

CITTA' DEL VATICANO, 10 Ottobre 2013 (Zenit.org) - Per una settimana la Santa Sede e la famiglia saranno in simbiosi. Nei giorni immediatamente precedenti al pellegrinaggio mondiale a San Pietro sul tema Famiglia, vivi la gioia della fede! (26-27 ottobre), il Pontificio Consiglio per la Famiglia terrà infatti la sua XXI Assemblea Plenaria (23-25 ottobre).
Entrambi gli eventi sono stati presentati stamattina in Sala Stampa Vaticana, alla presenza del presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia, e del segretario del medesimo dicastero, monsignor Jean Laffitte.
Le giornate del 23 e del 25 saranno dedicate al lavoro del Comitato di Presidenza, dei membri e dei consultori, mentre nella giornata del 24 sarà organizzato un convegno aperto al pubblico, dal titolo Nuovi orizzonti antropologici e diritti della famiglia, sulla Carta dei Diritti della Famiglia, di cui ricorre il trentesimo anniversario.
Il programma di quest’incontro comprende sette interventi, in due sessioni di lavoro, moderate: la prima (ore 9.45), dal Cardinale Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, la seconda (ore 15), dal Cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, in Nigeria.
I temi scelti mirano ad offrire una luce interdisciplinare sul tema dei Diritti della Famiglia. Dopo l’intervento del Segretario del Dicastero sui fondamenti teologici della Carta, parlerà (ore 11.30) il Professor Andrés Ollero, cattedratico in Filosofia del diritto presso l’Università Rey Juan Carlos di Madrid, sulla concezione del matrimonio naturale.
La professoressa in giurisprudenza presso l’Università di Oklahoma, Teresa S. Collet (ore 12), espliciterà il ruolo dello Stato nel riconoscimento del matrimonio come istituzione.
La sessione pomeridiana vedrà la partecipazione (ore 15.15) del professor Carl Anderson, Filosofo del Diritto e Vice-Preside della sezione statunitense del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, che illustrerà l’attualità pertinente della Carta dei Diritti della Famiglia, mostrando il suo legame con la cultura e la società contemporanee.
La Carta dei Diritti della Famiglia sarà, poi, messa a confronto con la legislazione internazionale nella relazione (ore 17) della giurista Jane Adolphe, Professore straordinario presso l’Ave Maria School of Law e esperta in diritto alla Segreteria di Stato. La professoressa Lucetta Scaraffia, esperta di storia e membro del Comitato nazionale di Bioetica italiano, tratterrà dei diritti della donna (ore 17.30).
L’ultima relazione (ore 18) sarà dedicata alla distinzione tra le coppie aggregative e le coppie generative, e sarà tenuta da Stefano Zamagni, Professore ordinario in economia politica presso l’Università di Bologna.
Nell’intervallo tra le due sessioni, ci sarà un tempo per il dibattito. Il congresso del 24 ottobre si terrà presso la Domus Pacis, situata in via di Torre Rossa, 94.
Nella giornata del 25 ottobre, nuovamente dedicata al lavoro interno del Consiglio, avranno luogo due interventi dedicati ai diritti della famiglia in chiave interreligiosa, nella prospettiva ebraica e nella prospettiva del’islam.
La prima relazione sarà tenuta dal rabbino David Rosen, presidente dell'International Council of Christians and Jews e membro della commissione bilaterale fra Israele e Vaticano; la seconda dal Dottor Sammack, consigliere politico del gran muftì del Libano. La mattina del 25 si concluderà con l’udienza concessa da Papa Francesco.
Nel pomeriggio, monsignor John McIntyre, vescovo ausiliare di Philadelphia, presenterà, a nome di monsignor Charles Chaput, titolare della diocesi statunitense, l’VIII Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Philadelphia dal 22 al 27 settembre 2015. Seguirà una presentazione dell’attività di comunicazione svolta da questo Consiglio.
Il Presidente, monsignor Vincenzo Paglia, presenterà alla fine dell’incontro le osservazioni conclusive.
“L’insieme delle relazioni in programma dovrebbe servire a comprendere meglio e in profondità l’importanza della Carta dei Diritti della Famiglia – ha spiegato monsignor Laffitte durante la conferenza stampa -. Il documento parla di "diritti inviolabili", perché la famiglia appartiene alla stessa identità della persona umana, che è la titolare dei diritti inviolabili, inalienabili e imperscrittibili”.
La famiglia, ha aggiunto il presule, “appartiene all’identità della persona; ne è una modalità di essere e di vivere, l’origine naturale, il contesto primario del suo sviluppo e la condizione della sua realizzazione: nel suo seno è resa possibile, attraverso il dono della vita, la venuta all’esistenza di nuove vite umane”.
La famiglia non è, quindi, una “istituzione tra le tante”, a disposizione delle “decisioni arbitrarie del legislatore”, non è un “diritto creato nel riconoscimento giuridico dello Stato”: essa, al contrario, “precede lo Stato e ne è a fondamento”, oltre ad essere “la cellula primaria e fondativa dell’organismo sociale e giuridico”.
Monsignor Laffitte ha poi ricordato uno dei principi fondamentali della concezione della famiglia nella Chiesa cattolica, esplicitato in Familiaris Consortio: "La famiglia è un soggetto di diritti e di doveri che sono anteriori a quelli dello Stato. Questo principio è di maggiore importanza tanto nella prospettiva dell’antropologia sociale quanto nella prospettiva della filosofia del diritto" (FC, 46).
“Quando la Chiesa riflette sui diritti della famiglia, sa di partecipare all’intelligibilità e alla consolidazione del bene comune, preoccupazione che condivide con tutti gli uomini di buona volontà. La famiglia è una buona novella, perché l’amore umano è la buona novella”, ha poi concluso il segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia.


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