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21 marzo, 2017

Bagnasco invoca politiche per sostenere la natalità
di -


Aperta dal presidente Cei la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente. Famiglia, lavoro, giovani e fine vita i temi trattati

“La bellezza e la necessità della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita, non verranno mai meno, anche se un certo pensiero unico continua a denigrare l’istituto familiare e a promuovere altri tipi di unione, che non sono paragonabili”. Torna a denunciare la “costante e crescente” azione di discredito dell’istituto familiare il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana. L’occasione – come riferisce l’Osservatore Romano – è la prolusione con cui, nel pomeriggio di oggi, 20 marzo 2017, si è aperta a Roma la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente.
Famiglia, giovani e lavoro sono le questioni che il presidente Cei ha individuato come prioritarie per il Paese. “Non rinunciamo a riconoscere nella politica — ha detto il porporato — una forma alta di carità, cioè di servizio al popolo, attenta ad affrontare questioni quali il lavoro, la famiglia, i giovani, l’inverno demografico. C’è bisogno di politica autentica, di pace istituzionale, ed è qualunquista ghigliottinare lo Stato”.
Bagnasco ha poi posto l’accento sulla denatalità, considerando il dati che attestano il nuovo record negativo di 474mila nascite nel 2016. Egli ha invocato una politica che incoraggi e sostenga la natalità. “Siamo sempre più siamo convinti che, oltre al lavoro, sia urgente incidere su una fiscalità più umana, e chiediamo di giungere al cosiddetto ‘fattore famiglia’ che le associazioni, a partire dal Forum delle famiglie, propongono da anni”, ha aggiunto.
L’attenzione del presidente Cei è andata anche sulla legge sul fine vita, in esame del Parlamento italiano, definita “lontana da un’impostazione personalistica; è, piuttosto, radicalmente individualistica, adatta a un individuo che si interpreta a prescindere dalle relazioni, padrone assoluto di una vita che non si è dato”. In questo senso, “la morte non deve essere dilazionata tramite l’accanimento, ma neppure anticipata con l’eutanasia: il malato deve essere accompagnato con le cure, la costante vicinanza e l’amore”.

24 febbraio, 2017

GOD’S (NOT) DEAD 2
di - fnc


Siamo tutti caldamente invitati a partecipare alla proiezione della prima del film GOD'S (NOT) DEAD 2 che si terrà alle 20 di lunedì 28 Febbraio all'Uni Cinema Bicocca di Milano.

Presenterà l'evento il presidente FNC insieme all'assessore della Regione Lombardia Cristina Cappellini.

Il film vuole denunciare la cultura dominante che impedisce ai cristiani, perseguitandoli con ogni mezzo, di professare la propria fede ed è ispirato a storie vere che purtroppo vanno sempre più moltiplicandosi.
A tutti gli associati FNC è inoltre offerta la possibilità di fruire del coupon qui scaricabile, col quale verrà applicato il costo ridotto del biglietto.
Venite numerosi con le vostre famiglie e a tutti buona visione

Vittorio e Maria Luisa Lodolo D'Ori



20 febbraio, 2017

Caso Unar, si dimette il direttore Francesco Spano
di - R.it


La bufera scatenata dopo il servizio delle Iene, secondo cui l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe finanziato un'associazione dietro la quale sarebbe occultato il business del sesso a pagamento

ROMA - Il direttore dell'Unar, Francesco Spano, si è dimesso dal suo incarico. Spano è stato convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, dopo un servizio de Le iene che ha denunciato un uso improprio dei fondi di palazzo Chigi: nel servisio si accusa l'Unar di aver finanziato un'associazione di persone omosessuali a cui fanno capo circoli nei quali si praticherebbe prostituzione maschile, e il direttore dell'Ufficio di essere socio di questa stessa associazione e dunque, secondo le accuse, in palese conflitto di interesse.

"Le dimissioni - si apprende da una nota - vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l'Unar, istituito con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in recepimento alla direttiva comunitaria n. 2000/43 CE contro ogni forma di discriminazione... La Presidenza del Consiglio, per quanto non si ravvisino violazioni della procedura prevista e d'accordo con il dott. Spano, disporrà la sospensione in autotutela del Bando di assegnazione oggetto dell'inchiesta giornalistica, per effettuare le ulteriori opportune verifiche. I relativi fondi, comunque, non sono stati ancora erogati".

Le reazioni. Immediata la richiesta di chiarimento arrivata da più parti, mentre Centrodestra e Movimento stelle insorgono, chiedendo non solo le dimissioni del direttore, ma la chiusura dell'Ufficio: "Chiediamo che l'Unar, il sedicente 'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali' della Presidenza del Consiglio dei Ministri - dice Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia - venga chiuso oggi stesso. L'Italia non ha alcun bisogno di un 'ufficio' che con una mano finanzia un'associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessuali a pagamento e con l'altra scrive lettere ai parlamentari per censurare il loro pensiero. Non un euro in più delle tasse degli italiani deve essere buttato per pagare lo stipendio a dei signori, come il direttore dell'Unar Spano, che in evidente conflitto d'interessi assegnano decine di migliaia di euro di soldi pubblici ad associazioni di cui sono soci. Fratelli d'Italia presenterà oggi stesso un'interrogazione urgente al Governo per chiedere la chiusura immediata dell'Unar e le dimissioni del suo direttore Spano".

Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega in Senato, e il senatore di Forza Italia Lucio Malan annunciano delle interrogazioni parlamentari. "Su questa cosa - afferma l'esponente della Lega - stavamo lavorando anche noi, pare che l'ente che si occupa delle discriminazioni, l'Unar, avrebbe finanziato una serie di associazioni contro la discriminazione. Una di queste associazioni ha delle sedi in cui si fanno i festini, ci sono delle dark room, ci sono anche episodi di prostituzione". "Non c'era bisogno del servizio delle Iene - sostiene Malan- per sapere che da tempo l'Unar agisce al di fuori della legge, occupandosi soprattutto di questioni LGBT, quando la legge che lo istituisce parla solo di rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica. L'orientamento sessuale non è una razza o una etnia e pertanto tutte le attività dell'Unar in questo settore sono al di fuori della legge. Grazie alle Iene però, oggi sappiamo che cospicui finanziamenti sono stati concessi a una associazione che, a quanto ampiamente documentato dalla trasmissione televisiva, gestisce un locale a scopo di lucro, dove si pratica in grandissima prevalenza sesso, in forma collettiva, a pagamento".

Dello stesso avviso M5s: "Quello che emerge è uno scenario inquietante sul quale il sottosegretario Maria Elena Boschi deve dare immediate spiegazioni, anche al fine di chiarire se siano state compiute le opportune verifiche. Il sottosegretario Boschi, alla quale sono state affidate le deleghe per le Pari Opportunità, dipartimento da cui l'Unar dipende, ha valutato opportunamente i profili e le attività dell'associazione prima di erogare i finanziamenti pubblici? Su tutto questo la collega Fabiana Dadone sta per presentare un'interrogazione parlamentare".

Si unisce al coro di quanti chiedono la chiusura dell'ente Gianni Alemanno, segretario del Movimento Nazionale per la Sovranità."Questa struttura si è sempre dimostrata inutile e pericolosa, un doppione del Dipartimento per le Pari Opportunità di Palazzo Chigi, che trova il suo ruolo solo come strumento estremista dell'ideologia Gender".

"La vicenda denunciata dal servizio delle Iene è gravissima e con ogni evidenza non ha nulla a che vedere con il contrasto alle discriminazioni al quale, stando alla sua denominazione, l'Unar dovrebbe essere preposto", ha dichiarato il senatore Gaetano Quagliariello, presidente di Idea. "Da tempo - prosegue - denunciamo inascoltati la deriva ideologica assunta da questa struttura, che ne rende l'esistenza inutile se non dannosa, ma ora ogni limite è stato superato e gli italiani hanno potuto vedere in che modo vengono spesi i loro soldi. Apprendiamo positivamente della convocazione del presidente dell'Unar da parte del sottosegretario Boschi. Ma ci aspettiamo - conclude Quagliariello - decisioni conseguenti e ultimative, commisurate alla gravità dei fatti".

Per il coordinatore del movimento Centristi per l'Europa, il deputato Gianpiero D'Alia, "è intollerabile che un Ente di governo che si occupa di contrasto alle discriminazioni finisca per finanziare chi si occupa di organizzare orge e prostituzione. Ciò che emerge dal servizio delle Iene sull'Unar è una brutta vicenda di soldi pubblici dati con sconcertante leggerezza a chi non merita niente altro che una denuncia. Che questo sia accaduto scientemente o per mancato controllo, si tratta in ogni caso di una truffa ai danni dello Stato che danneggia la credibilità di un'istituzione: non servono giustificazioni ma chiarezza e atti conseguenti".

Chiede sia fatta massima chiarezza "sui fondi che la Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso l'Unar ha assegnato ai progetti delle associazioni gay italiane GayLib, che ha sempre collaborato con le istituzioni investendo fondi privati, dei nostri militanti e soci utilizzati per raggiungere gli obiettivi principali della battaglia per i diritti civili lgbt: il riconoscimento delle unioni omoaffettive, la prevenzione e il serio contrasto, anche attraverso lo stretto contatto con le forze dell'ordine, di fenomeni di discriminazioni a sfondo omofobico ". Il presidente e il consiglio direttivo di GayLib, unica associazione gay da vent'anni militante nelle file del centrodestra italiano, intervengono così sulla realtà denunciata dal servizio della trasmissione di Italia Uno.

"Ci pare quindi più che legittimo il polverone e lo scandalo suscitato dai finanziamenti utilizzati per fini del tutto impropri - dice il segretario nazionale dell'associazione, Daniele Priori - e auspichiamo che il Governo e anche le forze dell'opposizione, pensiamo alla Consulta di Forza Italia per le Libertà Civili e i Diritti Umani, intervengano non per chiedere la soppressione delll'Unar, ma per verificare l'effettiva destinazione dei fondi e, se sarà il caso, chiederne la restituzione anche attraverso azioni legali. Ne va del buon nome del movimento gay italiano e di tutti quegli italiani gay e lesbiche che hanno lottato in maniera onesta e disinteressata per raggiungere il traguardo di civiltà di cui finalmente anche la comunità gay e lesbica italiana sta beneficiando".

Esposto del Codacons. Intanto il Codacons ha deciso di vederci chiaro sui finanziamenti erogati dell'Unar e ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma in cui si chiede di aprire un'indagine sull'utilizzo dei fondi pubblici da parte dell'ente. Dal canto suo, l'associazione ProVita Onlus sta valutando la possibilità di presentare un ricorso contro l'Ufficio Nazionale Antirazzismo "per avere illegittimamente
assegnato finanziamenti pubblici", una denuncia contro i rappresentati dello stesso Ufficio governativo per "abuso di ufficio" e una denuncia per "malversazione di fondi pubblici" contro le associazioni lgbt coinvolte


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